Gay & Bisex
Non c'è due senza tre e il quattro vien da sè
12.05.2026 |
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"Un uccello non lungo ma molto, molto largo, tanto che la mia eccitazione era mista a paura di prendere un cazzo così grosso nel culo..."
Avevo conosciuto Riccardo su una nota chat di incontri.Mi aveva contattato perché mi trovava interessante, almeno dalle foto. Chattammo a lungo e quello che ci dicemmo confermarono l’interesse dell’uno per l’altro.
Riccardo, come me era un uomo che aveva superato la cinquantina, fisico massiccio, da orso maturo, modi e voce da maschio virile. Si era subito presentato come maschio alfa, attivo e voglioso di intessere una scopamicizia, nella più assoluta riservatezza e rispetto reciproco.
Non abitavamo vicinissimi, ma nemmeno lontani, ciononostante occorse qualche mese perché coincidessero le nostre disponibilità per un incontro.
Quel pomeriggio, quando scesi dalla macchina mi sentivo come un adolescente al primo appuntamento. Del resto, questi incontri in segreto, generavano in me un misto tra eccitazione, che si palesava col la durezza del mio uccello e di imbarazzo.
Quando riccardo aprì la porta di casa sua, mi apparve un uomo alto e massiccio, decisamente attraente e là tra le mie parti basse ci fu un sussulto. Era altro almeno 20 cm più di me e subito fu chimica.
Ci presentammo, appunto con un po' di imbarazzo iniziale, che però svanì in fretta, complice il modo diretto e deciso di Riccardo che non perse tempo a poggiare una mano sul mio didietro per saggiarne la consistenza e farne un sincero apprezzamento.
Era a piedi nudi sul meraviglioso parquet che pavimentava la zona giorno della sua casa. Indossava degli shorts che fasciavano le sue gambe muscolose e pelose e una canottiera che lasciava bene intravedere la sua pancia e i suoi pettorali massicci. Fisicamente un gran bell’orso, il tutto coronato da una faccia con sguardo intrigante, capelli ricci e una barba folta.
La sua voce profonda, quasi baritonale, si ripercuoteva sulle mie corde emotive e me lo faceva apparire ancor più maschio di quanto non lo fosse già.
Da buon padrone di casa mi chiese se volevo bere qualcosa, offrendomi una birretta ghiacciata, da bere insieme a lui. Quando me la porse, in cucina, si avvicinò così tanto a me che il suo sguardo già mi spogliava con gli occhi. Lui avanzava e io indietreggiavo. La sua stazza torreggiava su di me che mi ritrovai improvvisamente con le spalle al piano cucina. Non potendo più indietreggiare, lui prese la mia faccia tra le mani e mi baciò, con la sua lingua che ravanava dentro la mia bocca.
Il mio smarrimento durò poco e subito ricambiai il bacio, un bacio che non finiva mai. Poi mi prese per i fianchi e mi sollevò a sedere sul piano della cucina. In quel modo le nostre facce erano al solito livello.
“Che bell’uomo che sei Roberto” mi disse con la voce bassa rotta dall’eccitazione.
“Anche tu lo sei” risposi, in un momento il cui le nostre bocche si erano staccate per guardarci negli occhi.
La passione ormai si intravedeva nei nostri sguardi, nelle mani che cercavano ovunque sul corpo dell’altro, nelle parole sussurrate sottovoce e piene di eccitazione reciproca.
Mi tolse la Tshirt che indossavo e io tolsi la sua. I nostri petti e massicci, ricoperti di pelo furono oggetto dei nostri palpeggiamenti, finchè io non presi in bocca uno dei suoi capezzoli, mordicchiandolo e ciucciandolo. Lui cominciò a gemere e a incitarmi, così alternavo la mia bocca da un capezzolo all’altro e dove non lo stimolavo con la bocca, lo stimolavo prendendo l’altro capezzolo tra le dita.
Mi sfilò pantaloni e mutande e impugnò il mio cazzo ormai durissimo, che avvolse con le sue labbra. Il lavoro di bocca mi causò una scarica elettrica alle reni. Io stavo appoggiato sul marmo della cucina sui gomiti con la testa reclinata all’indietro, a gambe larghe, e lui piegato su sé stesso a pomparmi il cazzo.
Poi le parti si invertirono. Si tolse gli shorts e i boxer e si appoggiò alla cucina; mi fece inginocchiare davanti a sé.
Dal basso sembrava ancora più mastodontico.
Presi il suo cazzo tra le mani e poi avvicinai la mia bocca per assaggiarlo. Aveva un buon sapore e in un attimo fu dentro di me fino in gola.
Lui ebbe un sussulto perché non si aspettava lo prendessi così a fondo e solo dopo qualche minuto si lasciò andare ad un sospiro di sollievo, nel momento in cui anch’io ebbi modo di respirare dopo quell’affondo.
Lo succhiai lentamente e a lungo, fino a quando mi chiese di alzarmi e mi posizionò con una gamba alzata su una sedia, piegato in avanti sul tavolo di marmo e lui con la faccia immersa nello spacco delle mie natiche a giocare di lingua e dita col mio buchetto stretto.
Quando lo ebbe ben lubrificato, indossò un preservativo e appoggiò la cappella al buco.
“Rilassati” mi disse e iniziò a spingere. In breve il mio buco si allargò per accogliere il suo uccello, che non era molto largo ma comunque bello lungo.
Iniziò il suo movimento di bacino, lento, facendomi ben percepire le entrate e le uscite del suo sesso durissimo. Quando sentì che la strada era ben aperta, iniziò un movimento più veloce e repentino, mentre io mugolavo dal piacere.
“Hai un culo stretto e perfettamente calzante. Cazzo mi stai facendo godere tantissimo. Mamma mia come godo” continuava a dirmi.
Mi fece cambiare posizione più volte, stantuffandomi sempre con maggiore foga e libido, fino a quando non mi fece inginocchiare davanti a lui e segandosi venne copiosamente sul mio viso e sulla barbetta, riempiendomi del suo seme caldo. Contemporaneamente io mi segavo e schizzavo sul pavimento della cucina.
Esausti e appagati ci facemmo entrambi una doccia e una volta rivestito me ne andai più che soddisfatto.
Da allora ci siamo visti più volte e le nostre scopate si sono fatte sempre più trasgressive, introducendo anche dei toys, o simulando giochi di ruolo, guardando anche dei porno eccitantissimi.
Un paio di mesi fa, mentre eravamo seduti sul divano, io ancora con il suo sperma sulla faccia e sulla barba, se ne venne fuori con questa frase.
“Hai mai fatto una cosa a tre o più?”
Rimase stupito quando gli dissi “Sì, l’ho fatto. Non molte volte e diverso tempo fa ormai, ma l’ho fatto”.
“Sai avrei due amici, sposati ma segretamente bisex, entrambi attivi, con i quali mi ritrovo a volte a cena qui da me” mi disse.
“Spesso poi, ci divertiamo insieme nel dopocena, segandoci e succhiandoci reciprocamente il cazzo” continuò.
“Ho parlato loro di te e sarebbero interessati a conoscerti. Detto da loro, apprezzerebbero di più avere qualcuno anche da scopare e non limitarsi a seghe e pompini” disse ridendo.
“Sarebbe interessante” risposi, “ma sei sicuro che io possa piacergli?” conclusi.
“Eccome se piaci loro. Ho fatto vedere le tue foto e poi si fidano di me, se piaci a me piaci anche a loro sicuramente”, terminò di dire.
“Ti faccio vedere le loro foto”.
Il primo che mi fece vedere, si chiamava Mario, 60enne, capelli brizzolati e pelo bianco sul corpo. Una stazza notevole, ma soprattutto un tubo decisamente spesso tra le gambe. Un uccello non lungo ma molto, molto largo, tanto che la mia eccitazione era mista a paura di prendere un cazzo così grosso nel culo.
Forse intuendo la mia titubanza, Riccardo mi disse “Lo so è bello grosso, e dal vivo lo è ancora di più, e posso capire che tu abbia qualche timore di farti inculare da lui, ma ti prometto che se ti lavoriamo bene io e l’altro, prima di lui, vedrai che ce la farai benissimo a prenderlo”.
Riccardo sapeva bene come eccitarmi e quali tasti pigiare per convincermi.
L’altro si chiamava Giorgio, poco meno di quarant’anni, poliziotto, fisico muscoloso e tatuato, Anche lui sposato con prole ma segretamente bisex attivo.
Aveva un cazzo più normale di Mario, più simile a quello di Riccardo, ma come maschio era un belvedere.
“Strano che un tipo come lui sia interessato a orsi maturi, lo vedrei con palestrati più giovani” dissi.
“NO, no. A lui piacciono i tipi maturi e massicci come noi. Gradirebbe un bel passivo come te per le mani perché con noi può sfogarsi solo soft”.
“Allora invitami alla prossima cena. Il dolce lo porto io”, dissi ridendo.
Dopo due settimane eccomi a cena da Riccardo con Marco e Giorgio. Dal vivo entrambi i due maschi erano dei bei nodi e il pensiero che da lì a poco avrei avuto tre cazzi da usare per il mio piacere, non mi faceva stare tranquillo.
La cena tuttavia fu molto veloce e in men che non si dica mi trovai in ginocchio con tre maschi nudi in piedi in attesa che li soddisfacessi.
Il cazzo di marco era davvero enorme, sembrava una lattina di fagioli, ma era Giorgio il maschio che mi eccitava di più, così maschio, ben fatto e così dominante.
Alternavo la mia bocca dall’uno all’altro. Loro si baciavano e si stuzzicavano tra loro, godendo però del mio lavoro di bocca. Per me la prima volta con tre cazzi durissimi da pompare e segare alternandoli.
Poi Giorgio mi venne dietro e cominciò a leccarmi il buco, mentre io continuavo a pompare gli altri due con foga e passione, vedendo anche quanto gradivano, facendomi molti complimenti per come ero bravo di bocca.
Senza aspettarmelo, sentii Giorgio che mi appoggiava la cappella al buco e entrò dentro di me con un colpo deciso facendomi sussultare.
“Mamma mia che buco fantastico che hai, avevo una voglia pazzesca di mettertelo dentro, che non potevo più aspettare. Prendimi tutto, puttana”. E cominciò a martellarmi con forza.
Riccardo, intanto, riprendeva la scena col cellulare. “Così dopo ti rivedi mentre prendi tre cazzi in tutti i buchi” mi disse, mentre io continuavo a succhiare Marco, che apprezzava.
Dopo un po' Giorgio lasciò il posto a Riccardo. Marco era steso sul letto e io lo leccavo col culo esposto e ritto verso l’altro. Riccardo si portò dietro di me, ma non in ginocchio, ma piegandosi sulle ginocchia, si mise alto sopra il mio culo e mi penetrò. Appoggiandosi con le mani sulla mia schiena, faceva su e giù con le ginocchia fottendomi il culo con grande mio piacere, che sebbene avessi la bocca piena di Marco, gemevo e grugnivo di piacere.
Giorgio da gran porco non ebbe niente di meglio da fare che infilarmi alcune dita nel culo insieme al cazzo di Riccardo.
Dentro di me già pensavo a quando avrei dovuto prendere nel culo il cazzo di Marco e non vedevo l’ora. Del resto Giorgio e Riccardo mi avevano ben dilatato e preparato. Marco si stese di schiena sul letto, tenendosi il cazzo dritto verso l’alto. Così facendo mi permise di impalarmi lentamente sul suo cazzo. Cominciai un su e giù sul cazzo di Riccardo mentre segavo e leccavo il cazzo degli altri due.
All’inizio, il cazzo di Marco entrò solo in parte, ma più cavalcavo, più il mio buco cedeva e in poco tempo me lo sentivo dentro fino alle palle.
Mi prese abbracciandomi per la schiena con una mano e con l’altra tenendomi fermo per una natica e cominciò a martellarmi da sotto, tanto da farmi urlare di piacere.
Quando mi alzai e il cazzo di Marco uscì dal mio culo, mi sentii oscenamente aperto, ma non dovetti aspettare molto per essere riempito.
Riccardo si mise al posto di Marco e mi impalai su di lui. Il suo cazzo ora ci stava anche largo, dopo aver preso quello di Marco, ma proprio per questo, Giorgio da dietro mi spinse verso Riccardo e infilò piano piano anche il suo cazzo dentro di me.
“Troia, prendici in due. Lo so che ti piace e allora ti sfondiamo”. Il carattere dominante di Giorgio emergeva sempre di più e con gli occhi spalancati per quanto mi stavano facendo, li incitavo a scoparmi in due il culo.
Marco intanto filmava la scena segandosi e mantenendosi duro per dopo.
La doppia fu molto lunga, poi entrambi erano in difficoltà a tenere ancora la posizione per cui mi fecero sdraiare sul letto e tenendomi le gambe larghe permisero a Marco di incularmi di nuovo.
Marco mi martellava il buco e Giorgio e Riccardo si alternavano nella mia bocca. Non ci volle molto perché entrambi svuotassero sulla mia faccia e nella mia bocca un mare di sborra densa e calda e anche Marco, sfilatosi dal mio culo mi fece scendere dal letto tra le sue gambe, per scaricarsi nella mia faccia.
“Stai tranquillo, siamo tutti sani, per cui non corri rischi”, mi dissero.
“La prossima volta, perché ci saranno molte prossime volte” disse Giorgio, “ti veniamo anche in culo, ti ingravidiamo. Dove lo troviamo un maschio eccitante e ricettivo come te. Scusami se ti ho chiamato troia o puttana, ma mi eccita farlo e forse eccita anche te sentirtelo dire” e mi stampo un bacio in bocca da maschio virile e dominante.
Che dire……… sicuramente non mi aspettavo una serata del genere, ben oltre le mie aspettative e siccome l’appetito vien mangiando, aspetto la prossima cena….. il dolce lo porto io, la farcitura gli altri.
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